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Viaggio nella Silicon Valley – Day 3

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Terzo giorno nella Silicon Valley. Niente più uova e pancetta ma pane e marmellata per una colazione che ci dia la giusta energia per affrontare la giornata. Alle ore 9.00 il nostro pulmino è fuori che ci aspetta. Pronti, partenza e via verso Mountain View, per una visita al Computer History Museum.

The Computer History Museum è la casa della più grande e significativa collezione di manufatti sul computer nel mondo. Esso racchiude pezzi rari e unici che hanno fatto la storia, dal supercomputer Cray-1 all’ Apple I.

Il percorso temporale parte dall’abaco ed arriva all’era del web, passando per le schede perforate, l’ENIAC ed il Commodore 64. Particolarmente bella la parte dedicata alle consolle e ai videogiochi vintage dove io e Andrea non resistiamo dal non sfidarci al vecchio Ping Pong arcade (ha vinto lui).

Ci piace davvero molto il modo in cui i reperti sono organizzati cronologicamente, dalla macchina analitica di Babbage all’auto di Google che guida da sola.

Un’esperienza affascinante per ripercorrere la storia del computer e per comprendere quanto la tecnologia abbia modificato il nostro stile di vita.

 

Museo del Computer
Il Museo del Computer di Mountain View

 

La visita al museo dura circa un paio d’ore. Risaliti sul pulmino, ci indirizziamo verso San Francisco, decidendo di fare una breve sosta a Palo Alto presso la vecchia sede di Facebook. Qui riusciamo a rubare alcuni scatti del famoso Facebook Wall, il muro dove tutti coloro che lavorano per Facebook hanno lasciato, almeno una volta, la loro firma. Impossibile andare oltre: la sede di Facebook è inaccessibile al personale esterno e infatti abbiamo l’occasione di assaggiare tutta l’inospitalità del colosso americano.

 

Foto facebook
Facebook Wall

 

Non del tutto soddisfatti di questa sosta proseguiamo per San Francisco, dove ci fermiamo al Pier 39 , un centro commerciale e attrazione turistica costruito su un molo. Pier 39 è un must per chi visita San Francisco, pieno di negozi (più che altro di souvenir) e ristoranti dove la specialità è il granchio; da qui si gode anche di un’ottima vista su Alcatraz. Andiamo dritti in fondo, verso la “terrazza” sull’oceano da dove arriva odore di salsedine che si mischia con quello dei ristoranti e dei… leoni marini che popolano il molo.

 

Pier39
Pier39 San Francisco

 

Dal molo si intravede anche il Golden Gate Bridge; una volta chiamato “il ponte che non si poteva costruire”, è oggi una delle sette meraviglie del mondo moderno. Questa imponente struttura è probabilmente il vero simbolo di San Francisco, aperto nel 1937 dopo quattro anni di lotta contro il vento inarrestabile, la nebbia, le rocce e le insidiose maree.

Il Golden Gate Bridge sovrasta il Golden Gate, lo stretto che collega l’Oceano Pacifico con la Baia di San Francisco, ed è lungo 2,17 kilometri. Il Golden Gate Bridge era il più grande ponte a sospensione del mondo nell’anno in cui venne ultimato, ovvero il 1937. Da allora, esso è diventato il simbolo della città di San Francisco che tutti riconoscono.

Decidiamo di percorrere il ponte a piedi insieme ad altri pedoni e ciclisti, costeggiando le macchine e sfidando il vento e la nebbia. Troppo bello!

 

Golden Gate Bringe
Golden Gate Bridge

 

Molti si saranno chiesti, ma perché il ponte ha questo colore arancione? Ve lo dico io: perché semplicemente esso doveva essere visibile dalle imbarcazioni anche con la nebbia e anche perché è un colore che si abbina naturalmente al paesaggio dell’area circostante. Attraversato tutto il ponte in meno di mezz’ora, almeno credo, facciamo le ultime foto ricordo e risaliamo sul pulmino che ci deve riportare a San Josè.

oceano
Oceano Pacifico

 

Il viaggio di ritorno verso San Josè è uno spettacolo. Costeggiamo la costa del Pacifico e l’oceano è uno spettacolo meraviglioso, ancora di più al tramonto. Davanti ai nostri occhi tutta la grandezza dell’oceano più esteso del mondo, l’altezza delle onde (mai viste così alte), i ragazzi con le tavole da surf. Scendiamo dal pulmino per godere dello spettacolo, quasi increduli di trovarci lì di fronte a tale bellezza e con la voglia di correre contro vento verso il mare. Meraviglioso.

By Eugenio Elia

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