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Viaggio in Silicon Valley

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C’era molto di Sinemò nella delegazione dell’Università del Salento che nell’ambito del progetto Dicet ha partecipato ad un emozionante viaggio studio nella Silicon Valley dal 25 al 31 ottobre. Andrea Potenza e io abbiamo fatto parte del gruppo che sotto la responsabilità del professor Lucio Calcagnile si è recato nell’area più smart del mondo per un viaggio “dal Salento alla California e ritorno” sulle tracce di italiani, e non solo, che in California si sono realizzati ed hanno trovato l’ambiente ideale per esprimere le loro capacità.

Un’opportunità unica per tutti i ragazzi partecipanti accompagnati, oltre che dal prof. Calcagnile, dal prof. Gianluca Quarta, co-responsabile del progetto di formazione, dal delegato del Rettore Giuseppe Maruccio e dalla dottoressa Silvia Boi della società Engineering responsabile del progetto di ricerca Dicet.

delegazione silicon valley
Foto di gruppo della delegazione dell’Università del Salento insieme a Mr. Gilbert Wong, già sindaco di Cupertino per due mandati ed ora consigliere comunale

 

Una full immersion di quattro giorni (esclusi quelli trascorsi in viaggio) nella culla mondiale dell’innovazione, discutendo con imprenditori e scienziati che lavorano in grandi aziende come Google, IBM, in università d’avanguardia come Berkeley o in laboratori di ricerca come il Lawrence Livermore National Laboratory.

Questi incontri ci hanno svelato il particolare talento degli italiani nel campo dell’innovazione, aiutando a comprendere le radici culturali che fanno di questa zona della California il terreno fertile ideale per esaltare queste doti. Allo stesso tempo, sono emerse tutte le cattive abitudini e le debolezze che penalizzano l’Italia e frenano l’entusiasmo dei giovani che avrebbero tutte le carte in regola per cambiare in meglio il mondo.

Il nostro gruppo è stato sottoposto ad un bombardamento di stimoli, idee ed emozioni che sono molto più che viaggi d’istruzione, ma una miniera inesauribile di spunti per reinterpretare e affrontare con spirito nuovo il proprio percorso professionale.

Da Brindisi a Roma, da Roma a Los Angeles per arrivare poi a San Francisco. Da quest’ultima infine il gruppo si è trasferito a San Jose dove ha fatto base per poi spostarsi in tutta la Silicon Valley con un pulmino. Tanti chilometri macinati in pochi giorni soltanto per respirare aria di innovazione e profumo di successo. Ecco a voi il racconto del primo giorno che abbiamo trascorso nella “valle dei sogni”.

silicon foto 1
Un viaggio molto lungo…

 

DAY 1

L’avventura nella Silicon Valley parte subito forte con una mezza giornata all’Almaden Research Center IBM di San Josè, 400 ricercatori e un altro centinaio fra studenti e dipendenti a tempo determinato. Alle ore 9 e 30 c’è Simone Bianco ad accoglierci, tarantino, laurea in Fisica a Pisa, Phd nel North Texas, oggi membro del gruppo di Public Health Research. E’ lui a illustrarci i progressi compiuti da IBM in particolare nel campo del virus Ebola. il colosso informatico sta infatti lavorando al monitoraggio a tutto campo dell’evoluzione e diffusione dell’epidemia, utilizzando software e Big Data.

foto ibm
Almaden Research Center IBM di San Josè

 

In America Simone Bianco sta trovando terreno fertile per coltivare i suoi interessi per la ricerca ed è qui che sta costruendo la sua carriera e una famiglia:

 

“Negli Usa ti spingono a pensare in grande e a fare ciò che ognuno pensa possa rivoluzionare il proprio campo”

 

Dopo una foto di gruppo e calorosi ringraziamenti a Simone per le tante emozioni trasmesse, si ritorna sul pulmino e ci si avvia verso San Francisco per una breve visita.
Il traffico è allucinante, code di macchine tra salite e discese e tanta gente ad affollare le strade di una delle città più belle degli states. A rendere ancora più caotica la città è lOracle Open Event 2015, che si svolge al Moscone Center di San Francisco dal 25 al 29 Ottobre, in cui Oracle presenta le proprie soluzioni all’avanguardia relativamente al mondo del cloud.

foto sanfrancisco

San Francisco è meta di molti turisti internazionali ed è conosciuta per la sua fresca nebbia estiva, per le sue ripide colline, per la sua vivacità culturale e il suo eclettismo architettonico, che affianca stile vittoriano e architettura moderna, per i suoi famosi paesaggi, incluso il Golden Gate Bridge, per i suoi tram e per Chinatown. Per tutte queste caratteristiche è considerata tra le più “europee” delle metropoli americane.
Purtroppo il tempo a disposizione non è molto e dopo circa un paio d’ore siamo costretti a rimetterci in viaggio per tornare a San Jose in albergo per darci una rinfrescata.
La motivazione però è molto valida: siamo invitati nella villa di una imprenditrice locale alla presenza, tra gli altri, di Rod Sinks, sindaco della città di Cupertino (sede di  alcune di importanti aziende high tech, tra cui Apple, Hewlett Packard, Symantec, Sun Microsystems). L’invito è stato il frutto del gemellaggio tra la salentina Copertino e l’americana Cupertino, nel cui ambito si sta valutando anche l’opportunità di instaurare una proficua partnership tra Unisalento e Università della California.

La villa è assolutamente meravigliosa e dalle sue finestre è possibile ammirare dall’alto tutta la Silicon Valley. Ma la cosa più importante è il confronto tra noi ragazzi e gli altri invitati, ovvero imprenditori ed esponenti di spicco locali. Insomma, cose che non capitano tutti i giorni. Ognuno di noi ha la possibilità di raccontare la propria storia e ascoltare quella degli altri, mettendo in tasca preziosi consigli da sfruttare per la propria crescita umana e professionale.

Foto cena

A conclusione della serata, dopo un ottimo buffet a base di carne e vini californiani, si procede con la classica foto di gruppo. Una serata densa di emozioni di cui ognuno conserverà un bellissimo ricordo. E allora tutti di nuovo nel pulmino per tornare in albergo. Una nuova giornata nella Silicon Valley ci aspetta…

 

By Eugenio Elia

 

 

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