Associazione culturale

Da un altro punto di vista

Il MUST- MUSEO STORICO CITTA’ DI LECCE interpretato da mediatori museali con disabilità visiva. Un progetto di valorizzazione delle collezioni del Museo in chiave multisensoriale.

 

Nell’ambito delle attività educative del MUST- Museo Storico Città di Lecce, le associazioni culturali LedA e Sinemò si propongono di realizzare un percorso di accessibilità in fase di sperimentazione dedicato al pubblico con disabilità visive e al pubblico di vedenti, grazie al fattivo coinvolgimento di ASCUS UIC Lecce e Istituto Anna Antonacci di Lecce.

Nell’ottica di forme innovative di partecipazione e mediazione dei patrimoni culturali, così come sancito dall’impegno congiunto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale ( in osservanza dell’art. 6 del “Codice dei Beni culturali e del paesaggio”) e della Commissione Accessibilità ICOM, in grado di mettere a punto buone pratiche e strumenti per stimolare e sostenere i luoghi di cultura, il progetto intende formare nuovi mediatori museali con disabilità visiva, attraverso la cui guida, all’interno del Museo, il pubblico di vedenti possa fruire le collezioni museali secondo un altro punto di vista, capace quindi di generare un modo altro di relazionarsi alle opere d’arte.

Il progetto ha l’obiettivo di promuovere il ruolo sociale ed educativo del Museo come luogo di incontro e inclusione, e di avviare un processo di sensibilizzazione alla conoscenza attraverso il tatto unito alla narrazione che coinvolge tutti. Il pubblico sarà coinvolto nel progetto non solo in veste di spettatore, ma soprattutto di “interprete” delle collezioni museali. Ciascun partecipante offrirà la propria chiave di lettura e, anche attraverso esperienze tattili e multisensoriali, contribuirà a rendere il Museo più accessibile ed inclusivo. I percorsi che il progetto mira a sviluppare saranno incentrati su filoni tematici dalle forti potenzialità evocative e multisensoriali, facendo dialogare, per mezzo dello strumento della narrazione, la storia culturale delle opere con le storie delle persone, le loro emozioni e sensazioni.

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Nel concreto, il progetto si suddivide e si sviluppa in tre fasi operative.

1) Formazione storico-artistica sulle opere del MUST, a cura degli educatori referenti delle associazioni LedA e Sinemò Attraverso l’interpretazione dei non vedenti che vorranno prendere parte a questo progetto, a qualunque individuo, disabile e non, verranno trasmessi gli strumenti volti ad interpretare la ricchezza e il significato delle opere contenute nel Museo.

2) Co-progettazione e realizzazione di visite guidate e attività laboratoriali multisensoriali Si desidera proporre un ciclo di visite guidate e laboratori sperimentali dedicate a gruppi campione di adulti e bambini, al termine dei quali sarà effettuata una raccolta dati (questionari semi-strutturati per gli adulti da somministrarsi in coda all’incontro o via e-mail; brevi interviste ai bambini), così da avere una base dati solida circa il gradimento delle attività e spunti di miglioramento.

Tra gli output previsti (di cui via via sarà verificata la fattibilità):

– visite guidate “al buio” per adulti e bambini, tenute dai mediatori non vedenti;

– attività laboratoriali multisensoriali per i bambini della Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria, affiancate da mediatori non vedenti (con l’obiettivo di strutturare la collaborazione con le vostre Associazioni in una proposta continuativa, anche a livello didattico – MUST per la Scuola);

– audio-guide per non vedenti, scaricabili da internet per l’ascolto personale;

–  descrizione delle opere del MUST con testi specificamente dedicati a persone con disabilità visiva, stampati in Braille e in carattere tipografico ad alta leggibilità. Ci si propone inoltre di riprodurre con stampanti 3d alcune opere del Museo e alcuni particolari delle stesse per la fruizione tattile (con la collaborazione di Fablab Lecce).

In generale, il progetto intende dar vita a sussidi permanenti multisensoriali e narrativi oltre che visite guidate, che saranno a disposizione di tutti i visitatori del MUST.

3) Il terzo filone di azioni, complementare alle precedenti, intende restituire in modo sistematico gli sviluppi e i risultati del progetto. Accanto ai consueti strumenti di comunicazione utilizzati dalle Associazioni, si ipotizza dunque l’apertura di un canale dedicato (es. blog), con un duplice obiettivo:

– raccontare il progetto dalla prospettiva del non vedente (difficoltà incontrate, risultati), evidenziandone il contributo;

– dare la massima visibilità ai risultati dell’indagine quali-quantitativa di cui al punto 2, così da contribuire in modo sostanziale al dibattito legato all’accessibilità dell’arte, alla fruizione e partecipazione alla vita culturale da parte dei non vedenti, alla promozione di buone pratiche in ambito didattico.

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